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Sulle tracce di San Colombano

Guado nel fiume Trebbia.
Guado nel fiume Trebbia.
Prima della partenza, durante l’incontro preliminare sara’ illustrato l’itinerario nelle sue parti specifiche e verranno consegnate le carte con il dettaglio dello stesso.

Primo giorno

Uscendo dal maneggio prendiamo subito il primo sentiero che troviamo sulla nostra destra,scendiamo fino a raggiungere un gruppo di case abbandonate e superato un piccolo guado costeggiandolo prendiamo il sentiero alla nostra sinistra che ci portera’al gruppo di case denominate frazione Spaneto ove incontreremo l’asfalto per un breve tratto.

Arrivati al primo bivio giriamo a destra abbandoniamo l’asfalto e proseguiamo sul sentiero fino a Nibbiano.

Lo stretto ponte di Perino. I nostri cavalli, tutti tranquilli, lo attraversano con serenità.
Lo stretto ponte di Perino. I nostri cavalli, tutti tranquilli, lo attraversano con serenità.
La zona di Nibbiano fu’abitata fin dalla preistoria ed assunse una certa importanza in epoca romana quando si chiamava Curte Neblani.Durante l’epoca carolingia la zona fu’compresa fra i territori del Monastero di San Colombano di Bobbio.

Nibbiano divenne cosi un frequente mercato collocato lungo una variante della via Francigena,una stazione di posta tra diverse valli. Questa posizione lo rese un castello di grande importanza strategica, nodo commerciale battuto anche dai pellegrini.

Attraversato il centro del paese nella piazza principale giriamo a destra costeggiando il castello e dirigendoci al fiume.

Dopo aver guadato il torrente Tidone, facilmente attraversabile perche’ con scarsa portata d’ acqua e con corrente debole, si cerca la mulattiera che sale alla nostra destra; a questo punto proseguiamo per circa 800 metri fino ad incontrare una cascina abbandonata con portico fatiscente. Appena oltrepassata la costruzione occorre cercare un bivio sulla sinistra nascosto nelle vegetazione, lo si imbocca e si prosegue in salita fino a raggiungere le case della frazione Roncaglie.

Proseguiamo sull’asfalto per circa 500 metri e una volta superate le case ricomincera’ il percorso di campagna seguiamo sempre il sentiero fino ad arrivare, 2 km dopo, ad un incrocio individuabile per la presenza di una capelletta votiva a destra, superiamo l’incrocio tenendo il sentiero alla nostra sinistra in salita.

Una sosta lungo il viaggio, mentre il maniscalco rimette un ferro.
Una sosta lungo il viaggio, mentre il maniscalco rimette un ferro.
Dopo 400 metri incontriamo un bivio. Entrambi i sentieri portano nello stesso luogo ma il sentiero di sinistra a partire da un certo punto si inerpica in un bosco. Proseguiamo lungo il sentiero di destra.

Il tracciato non presenta problemi e dura poco meno di un km, all’incrocio con una strada sterrata piu’ larga svoltiamo a destra e continuiamo il cammino per due km sino a raggiungere l’asfalto.

Giriamo a destra e dopo qualche decina di metri a meta’curva imbocchiamo il facile sentiero in salita a sinistra che si percorre per un km fino a sbucare nuovamente sulla srada asfaltata. Svoltiamo a sinistra e seguiamo le indicazioni per il Giardino Alpino di Pietra Corva.

I sassi neri facilmente individuabili nel tratto di percorso vicino al giardino alpino sono rocce paticolari e rare chiamate “ofioliti”,frammenti dell’antica crosta oceanica. La loro forma particolare e il colore hanno contribuito al formarsi di una leggenda che vede protagonisti il diavolo e San Colombano. Secondo la tradizione infatti queste roccenon sarebbero altro che macigni infernali scagliati dal demonio inferocito per non essere riuscito ad impedire il passaggio di San Colombano diretto a Bobbio per fondare il suo monastero. Vennero cosi’soprannominate

“pietre del diavolo”ed utilizzate fin dal paleolitico per la produzione di amuleti contro il pericolo dei fulmini dei rettili e a protezione dei neonati.

L’arrivo al Giardino Alpino è previsto per le 12 e 30 circa in tempo per il pranzo presso la baita di legno che funge da bar ristorante.

La partenza è prevista per le 15 e 30, dopo aver fatto abbeverare i cavalli nella fontana

Attraversiamo il torrentello e proseguiamo lungo il sentiero che sale sulla nostra destra e immergendoci in un fitto bosco di lecci e faggete seguiamo le indicazioni del cai per Casa Matti.

Il sentiero interamente segnato ci portera’alla destinazione serale cioè all’albergo ristorante Penice nel giro di un paio d’ore.

Secondo giorno

Il tragitto del secondo giorno è volutamente piu’ breve per permettere ai cavalieri una volta alloggiati i cavalli di avere il pomeriggio libero per la visita al monastero di San Colombano e per un eventuale giro sulla fiera.

Da casa Matti subito dietro l’albergo prendiamo il sentiero che sale lungole piste da sci fino a raggiungere la piazza del monte Penice.

Lasciandoci l’albergo Tre passi alle spalle.seguiamo la statale 45 in discesa fino al primo tornante da dove a destra è visibile una strada sterrata di grande fascino e suggestivo panorama. Raggiunta una fontana dove potremo abbeverare i cavalli gireremo a sinistra e affronteremo un sentiero in discesa il cui fondo costituito da grossi sassi richiede una maggiore attenzione.

Dopo 2 km si perviene ad un incrocio dove si tiene la destra. Proseguendo sempre in discesa si oltrepassa il paese di Santa Maria, si continua sempre in discesa per altri 600 metri sino alla localita’Bronzini, 100 metri di asfalto tra le case dove piegheremo a destra poi dritti all’incrocio 100 metri piu’ in la’ dove ricomincia il percorso in terra.

Dopo Zanacchi si arriva a cascina Bassa, prendiamo la deviazione a destra per raggiungere cascina Fontanini e quindi la strada che proviene da destra; continuiamo la discesa fino alla Statale 45 di Bobbio.

 

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